TFA Sostegno 2026: cosa dicono i numeri sulla specializzazione e perché questo è il momento di prepararsi
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Redazione IDCERT
Il sostegno scolastico in Italia sta attraversando una fase di trasformazione profonda. Le decisioni prese dal Ministero negli ultimi due anni, insieme ai dati ISTAT più recenti, compongono un quadro che vale la pena leggere con attenzione — soprattutto per chi sta valutando la specializzazione.
Il Ministero ha autorizzato 90.000 posti per il TFA Sostegno nel triennio 2024-2027. Al X Ciclo, la preselettiva non si è svolta nella maggior parte delle università. E oltre 66.000 docenti di sostegno attualmente in servizio non possiedono il titolo di specializzazione.
In questo articolo analizziamo i dati disponibili — fonti istituzionali, numeri verificabili — per offrire un quadro utile a chi deve decidere se e quando prepararsi.
La domanda cresce
Il Rapporto ISTAT 2025 sull’inclusione scolastica (anno scolastico 2023-2024) fornisce la fotografia più aggiornata del settore. Gli alunni con disabilità iscritti nelle scuole italiane sono quasi 359.000, il 4,5% del totale. In cinque anni l’aumento è stato del 26% — circa 75.000 studenti in più rispetto al 2018-2019.
La crescita non si sta rallentando. L’ISTAT attribuisce l’incremento a più fattori: una maggiore accuratezza nella diagnosi, una sensibilità crescente del sistema educativo, e la richiesta sempre più strutturata di supporto da parte delle famiglie. Il dato si inserisce, peraltro, in un contesto demografico di calo della popolazione scolastica complessiva — il che significa che la percentuale di alunni con disabilità cresce più velocemente dei numeri assoluti.
Per far fronte a questa domanda, il sistema scolastico impiega oggi 246.000 docenti di sostegno. Il rapporto alunno-docente è di 1,4 nella scuola statale — migliore del limite di 2:1 previsto dalla Legge 244/2007. Ma il numero da solo non racconta tutta la storia.
Il 27% dei docenti di sostegno non è specializzato
Dei 246.000 docenti in servizio, oltre 66.000 non possiedono il titolo di specializzazione richiesto. Provengono dalle liste curricolari e vengono assegnati al sostegno per mancanza di personale qualificato. La percentuale nazionale è del 27%, in calo rispetto al 30% dell’anno precedente — un trend positivo ma ancora lontano dalla copertura totale.
Il fenomeno ha una forte connotazione geografica. Al Nord, la quota di docenti non specializzati sale al 38%. Al Mezzogiorno scende al 13%. La ragione è strutturale: le università del Sud attivano più posti TFA rispetto a quelle del Nord. Nell’ultimo ciclo, il 52% dei posti è stato attivato nel Sud, il 33% al Centro, il 14% al Nord. Il risultato è un paradosso territoriale: dove c’è più bisogno di sostegno, c’è meno offerta formativa.
L’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica stima che tra i supplenti la percentuale di non specializzati arrivi al 50%. Il 59% dei docenti di sostegno complessivi lavora con contratto a tempo determinato. E il 57% degli alunni con disabilità ha cambiato insegnante di sostegno da un anno all’altro — un dato che sale al 69% nella scuola dell’infanzia.
La discontinuità non è un’inconvenienza organizzativa. Per uno studente con disabilità, cambiare insegnante di sostegno ogni anno significa ricominciare da capo la relazione educativa, il piano didattico personalizzato, la costruzione della fiducia. È una delle criticità più gravi segnalate dalle famiglie e dalle associazioni.
90.000 posti nel triennio: un piano senza precedenti
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha risposto alla carenza con una programmazione triennale di proporzioni inedite. Il MEF ha autorizzato 90.000 posti per la specializzazione sul sostegno nel periodo 2024-2027, distribuiti su tre cicli: il X (2024-2025, già in fase di completamento), l’XI (2025-2026, bando atteso tra maggio e giugno 2026) e il XII.
Il X Ciclo ha messo a disposizione 35.784 posti — un record assoluto, triplicato rispetto al I Ciclo del 2013. L’XI Ciclo dovrebbe confermare un’offerta superiore ai 30.000 posti. Il Ministro Valditara ha confermato l’attivazione nel comunicato del 20 febbraio 2026.
In parallelo, il D.L. 71/2024 ha introdotto i percorsi abbreviati INDIRE (30 CFU, circa 4 mesi, interamente online) per i docenti con almeno 3 anni di servizio sul sostegno. Il secondo ciclo INDIRE è già partito nel marzo 2026, con 14.800 posti. I due canali sono complementari e non sovrapponibili: il TFA ordinario resta l’unica via per chi non ha esperienza sul sostegno.
Al X Ciclo, la preselettiva è stata cancellata quasi ovunque
Il dato più controintuitivo riguarda la competizione. Al X Ciclo, la prova preselettiva è stata cancellata in quasi tutte le università per insufficienza di candidati. Il DM 92/2019 prevede che la preselettiva si svolga solo quando il numero di iscritti supera il doppio dei posti disponibili. Nella maggior parte degli atenei, questo rapporto non è stato raggiunto.
LUMSA Roma: 12 candidati per 100 posti nel I grado, 18 per 150 nel II grado. Bologna, Suor Orsola Benincasa, Salerno, Roma Tre, Trieste, Torino — cancellazioni a catena. Nei cicli precedenti, lo stesso concorso vedeva rapporti fino a 8,5:1.
Il crollo delle iscrizioni si spiega con due fattori. Primo, l’introduzione dei percorsi INDIRE ha drenato i candidati con esperienza, offrendo una via più rapida e meno costosa. Secondo, la saturazione progressiva dopo anni di cicli da 30.000+ posti ha ridotto il bacino di nuovi candidati.
Per chi si iscrive all’XI Ciclo, questo significa una probabilità di accesso molto più alta rispetto a qualsiasi ciclo precedente. Ma attenzione: la cancellazione della preselettiva non elimina le prove scritte e orali, che restano impegnative e richiedono preparazione specifica.
Cosa chiedono le prove del TFA
L’accesso ai corsi di specializzazione, ai sensi del DM 92/2019, prevede tre prove: test preselettivo (60 quesiti a risposta multipla in 2 ore), prova scritta (quesiti aperti), prova orale (colloquio).
Le aree di competenza valutate coprono un perimetro ampio: competenze linguistiche e comprensione del testo, competenze giuridiche e organizzative (normativa scolastica, autonomia, governance), competenze psico-socio-pedagogiche e didattiche (da Piaget a Vygotskij, dalle UDA alla valutazione per competenze), competenze su empatia e intelligenza emotiva, e le specificità dell’inclusione scolastica (BES, DSA, PEI, PDP).
Il problema segnalato dalla maggior parte dei candidati non è la difficoltà intrinseca delle materie, ma la vastità del programma. Centinaia di argomenti, fonti normative in continua evoluzione, e la necessità di prepararsi contemporaneamente per tre prove diverse con approcci diversi (quiz per la preselettiva, elaborazione scritta, esposizione orale).
Chi si prepara con un metodo strutturato — sapendo cosa studiare, in che ordine, e con quale livello di profondità per ciascuna prova — ha un vantaggio concreto rispetto a chi affronta il programma in modo lineare, manuale per manuale.
Un quadro sintetico
I dati compongono un’immagine coerente:
Per chi sta considerando la specializzazione sul sostegno, la finestra attuale è la più favorevole degli ultimi dieci anni. Il bando dell’XI Ciclo è atteso tra maggio e giugno 2026, con i bandi universitari a seguire tra giugno e luglio.
- La domanda di docenti specializzati cresce: +26% di alunni con disabilità in 5 anni, 66.000 docenti senza titolo, 57% di discontinuità didattica annuale.
- L’offerta formativa si espande: 90.000 posti nel triennio, XI Ciclo confermato con oltre 30.000 posti attesi, percorsi INDIRE in parallelo.
- La competizione all’ingresso diminuisce: preselettiva cancellata in quasi tutte le università al X Ciclo, rapporti candidati/posti ai minimi storici.
- Le prove restano impegnative: 4 aree di competenza, centinaia di argomenti, tre prove diverse. Senza preparazione strutturata, anche un contesto favorevole non garantisce il superamento.
Come prepararsi: il corso IDCERT – Anicia Formazione
Per chi cerca una preparazione strutturata e accessibile, IDCERT ha sviluppato un corso di preparazione al TFA Sostegno in collaborazione con Anicia Formazione, ente accreditato MIM (DM 170/2016) con oltre 30 anni di esperienza nella formazione docenti.
Il corso copre tutte le prove — preselettiva, scritta e orale — in 6 moduli che seguono le aree di competenza richieste dal DM 92/2019: strategia per il test, comprensione del testo e logica, normativa e organizzazione scolastica, psicologia/pedagogia/didattica, empatia e intelligenza emotiva, inclusione e figura del docente di sostegno.
Percorso formativo stimato in 120 ore. Ogni modulo include video lezioni, dispense PDF, esercitazioni e simulazioni. L’esame finale prevede 5 tentativi con soglia al 75%. Il corso è 100% online, disponibile su S.O.F.I.A. (ID edizione 120419), e acquistabile con Carta del Docente.
Per approfondimenti:
- ISTAT, “L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità — Anno scolastico 2023-2024”, marzo 2025
- Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, Università Cattolica, “Gli insegnanti di sostegno in Italia: numeri record e formazione insufficiente”, gennaio 2025
- DM 436/2025 (X Ciclo TFA Sostegno)
- DM n. 92/2019 (disciplina accesso TFA Sostegno)
- D.L. 71/2024 (percorsi INDIRE)
- Comunicato Ministro Valditara, 20 febbraio 2026
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