TFA Sostegno, parte l’XI ciclo: 30.241 posti per la specializzazione
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Redazione IDCERT
Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha dato il via libera all’XI ciclo dei percorsi di specializzazione per il sostegno didattico agli alunni con disabilità. Lo ha fatto con la nota n. 4660 del 14 aprile 2026, indirizzata ai Rettori delle Università statali e non statali, telematiche escluse. Il documento, firmato dalla Direttrice generale del diritto allo studio Luisa A. De Paola, recepisce il fabbisogno espresso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con la nota prot. 7496 del 25 marzo 2026 e fissa il contingente nazionale per l’anno accademico 2025/2026 in 30.241 posti complessivi.
Per migliaia di aspiranti docenti è una finestra concreta. Il TFA Sostegno resta uno dei principali canali di accesso stabile al ruolo, in un settore che continua a esprimere una domanda di personale qualificato superiore all’offerta. L’XI ciclo si apre quindi come una delle opportunità più rilevanti del calendario scuola del 2026.
Una mappa che premia chi cerca lavoro al Nord
La distribuzione regionale racconta una geografia molto chiara. La Lombardia guida con 6.903 posti, seguita da Piemonte (4.378), Emilia Romagna (3.851), Veneto (3.112) e Puglia (3.071). Le sole quattro regioni settentrionali — Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto — raccolgono oltre il 60% del fabbisogno nazionale. Al Centro spiccano Lazio (1.299) e Toscana (1.097); al Sud, insieme alla Puglia, si distinguono Campania (850) e Calabria (735).
La nota del MUR invita gli atenei a “valutare attentamente la necessità formativa di docenti, soprattutto nelle Regioni del Nord Italia”. Tradotto: dove i numeri sono alti, lì si concentrerà anche l’offerta di posti universitari per accedere al percorso. Per chi è disposto a una mobilità geografica, le occasioni di ingresso nella scuola si moltiplicano.
La scuola primaria è la grande protagonista
Letta per ordine e grado, la tabella restituisce un’altra immagine altrettanto netta. La scuola primaria conta 21.202 posti, oltre il 70% del totale. Seguono l’infanzia con 4.809 posti e la secondaria di I grado con 4.230. La concentrazione sulla primaria conferma una tendenza già consolidata: è in questo segmento che la richiesta di docenti specializzati sul sostegno è più alta, ed è qui che le possibilità di stabilizzazione sono storicamente più rapide.
Un riequilibrio per la secondaria di II grado
Per la scuola secondaria superiore l’XI ciclo non prevede nuove attivazioni. Una scelta che si spiega con la necessità di riequilibrare il numero di specializzati tra i quattro gradi scolastici dopo le ampie immissioni dei cicli precedenti: il X ciclo, con il decreto n. 436 del 26 giugno 2025, aveva destinato una quota rilevante dei propri 35.784 posti proprio al II grado.
Per chi è interessato a specializzarsi sulle superiori restano comunque strade aperte. La principale è il percorso INDIRE, accessibile a chi ha maturato i requisiti di servizio richiesti. In alternativa, è ragionevole attendere il prossimo ciclo, che potrà recepire un fabbisogno aggiornato. Va inoltre tenuto presente che il quadro definitivo si chiuderà solo con il decreto ministeriale conclusivo, atteso nelle prossime settimane.
Il calendario operativo
La nota fissa anche le tempistiche. Dal 23 aprile al 7 maggio 2026 gli atenei inseriranno nella Banca Dati RAD-SUA CdS le proposte di attivazione dei corsi, indicando il massimo potenziale formativo per ciascun grado di scuola, nel rispetto del DM 8 febbraio 2019, n. 92 e con riferimento ai decreti ministeriali 249/2010 e 30 settembre 2011. Sono ammesse anche attivazioni in convenzione tra più atenei, per ampliare la copertura territoriale.
Conclusa questa fase, il MUR pubblicherà il decreto di avvio del ciclo, con le date nazionali delle prove preselettive. A seguire, presumibilmente tra giugno e luglio, ciascun ateneo pubblicherà il proprio bando con costi, posti disponibili e modalità di iscrizione. Per i candidati è il momento di iniziare a preparare requisiti, documentazione e materiali di studio.
Una buona notizia per gli idonei del X ciclo
Capitolo dedicato per chi ha già affrontato la selezione precedente. La nota richiama l’articolo 4, comma 4, del DM 92/2019: gli idonei del X ciclo che non erano rientrati nei posti disponibili potranno essere ammessi in soprannumero presso le stesse sedi in cui avevano sostenuto le prove, salvo deroghe motivate da gestire tra atenei. Una disposizione che valorizza il lavoro già fatto e trasforma quella di molti candidati in una seconda occasione concreta.
Una buona notizia per gli idonei del X ciclo
Capitolo dedicato per chi ha già affrontato la selezione precedente. La nota richiama l’articolo 4, comma 4, del DM 92/2019: gli idonei del X ciclo che non erano rientrati nei posti disponibili potranno essere ammessi in soprannumero presso le stesse sedi in cui avevano sostenuto le prove, salvo deroghe motivate da gestire tra atenei. Una disposizione che valorizza il lavoro già fatto e trasforma quella di molti candidati in una seconda occasione concreta.
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Per approfondimenti:
- La nota MUR n. 4660 del 14 aprile 2026, per la consultazione integrale del testo e della tabella di ripartizione regionale.
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