Il primo standard per la certificazione delle competenze digitali: nata in Italia, riconosciuta in oltre 70 Paesi
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Redazione IDCERT
Fino a oggi, certificare le competenze digitali in Europa significava muoversi in un territorio senza regole condivise. Lo studio di fattibilità condotto dal Joint Research Centre della Commissione Europea sull’European Digital Skills Certificate (EDSC), pubblicato nel 2024, ha fotografato uno scenario frammentato: 27 schemi di certificazione diversi nell’Unione Europea, con approcci, livelli di rigore e garanzie profondamente eterogenei. Organismi accreditati con processi strutturati convivevano con enti non accreditati che offrivano esami semplificati, talvolta senza adeguate garanzie di identità, imparzialità o tracciabilità. La Commissione stessa ha concluso che un approccio centralizzato — un quality label europeo calato dall’alto — non era praticabile in questa fase.
Da oggi, esiste una risposta concreta a questo problema. E nasce in Italia.
Cos’è la UNI/PdR xx:2026
La Prassi di Riferimento UNI/PdR xx:2026 è il primo standard aperto al mondo che definisce requisiti e principi per la valutazione delle competenze digitali e la certificazione delle persone, in conformità alla norma internazionale UNI CEI EN ISO/IEC 17024, con riferimento ai framework europei DigComp (Digital Competence Framework for Citizens) e DigCompEdu (Digital Competence Framework for Educators).
Non è un corso di formazione. Non è una certificazione. È qualcosa di più strutturale: è il documento che stabilisce come tutte le certificazioni DigComp e DigCompEdu dovranno essere condotte, con quali garanzie tecniche, con quali standard di identificazione e sorveglianza, e con quale livello di trasparenza verso i cittadini.
La Prassi è stata promossa da IDCERT Srl Società Benefit e Fondazione Italia Digitale, sviluppata nell’ambito di un tavolo tecnico coordinato da UNI — l’Ente Italiano di Normazione — e avviato il 23 luglio 2025, con la partecipazione di Accredia (Ente unico nazionale di accreditamento), Ministero dell’Istruzione e del Merito, DINTEC, Unioncamere e CISL Scuola.
Il documento ha completato la fase di consultazione pubblica sul sito UNI, chiusa il 24 marzo 2026, e si avvia ora verso la pubblicazione definitiva.
Cosa cambia concretamente
La Prassi interviene su ogni aspetto del processo di certificazione. Ecco i punti principali.
La struttura dell’esame
Per il DigComp, l’esame si articola in quattro step progressivi — base, intermedio, avanzato, altamente avanzato — con almeno 84 domande a risposta multipla (minimo 4 opzioni ciascuna, almeno una domanda per ciascuna delle 21 competenze, per ciascun livello). Ogni step prevede due soglie: una soglia minima del 50% per la validità dello step e una soglia del 75% per l’avanzamento al livello successivo. Se il candidato non supera uno step, viene certificato al livello precedente. L’esame va sostenuto in un’unica sessione continua, senza frazionamenti.
Per il DigCompEdu, la struttura prevede tre step (A1-A2, B1-B2, C1-C2) con almeno 132 domande. La soglia minima è del 25%, quella di avanzamento del 75%.
Il documento include già la mappatura completa tra i livelli del DigComp 2.2 (8 livelli) e quelli del DigComp 3.0 (4 livelli), pubblicato dal Joint Research Centre a novembre 2025. È il primo standard operativo al mondo a integrare la nuova versione del framework europeo.
Identificazione digitale obbligatoria
Ogni candidato deve essere identificato in modo certo e tracciabile prima dell’accesso all’esame, tramite SPID, CIE, eIDAS o un sistema KYC (Know Your Customer) approvato dall’Organismo di Certificazione. Niente documenti cartacei, niente scansioni inviate via email, niente modalità offline. L’intero processo deve essere digitale e collegato in modo univoco all’identità verificata del candidato.
Proctoring e anti-cheating con intelligenza artificiale
Le sessioni d’esame devono prevedere un sorvegliante umano qualificato collegato in tempo reale, webcam e audio attivi per l’intera durata della prova, registrazione video continua e non disattivabile, e un sistema di controllo che include agenti di intelligenza artificiale per il rilevamento in tempo reale di comportamenti sospetti: movimenti oculari anomali, assenza del candidato, rumori esterni, tentativi di manipolazione del browser.
I sistemi di intelligenza artificiale vocali e testuali devono essere bloccati durante l’esame. È il primo documento normativo a codificare esplicitamente la protezione dell’integrità dell’esame dalle nuove minacce dell’IA generativa.
Separazione tra formazione e certificazione
Uno dei principi più significativi della Prassi: l’accesso alla certificazione non può essere vincolato a percorsi formativi obbligatori né all’acquisto di servizi aggiuntivi come materiali didattici, tutoraggi o pacchetti formativi. La certificazione valuta le competenze, indipendentemente da come e dove sono state acquisite. Questo principio protegge i candidati da pratiche commerciali che condizionano l’esame all’acquisto di corsi e tutela la credibilità del sistema.
Open Badge 3.0 e credenziali verificabili
I certificati devono essere rilasciati anche come Open Badge digitali conformi alla specifica Open Badges 3.0, strutturati come Verifiable Credentials secondo lo standard W3C. Questo significa che ogni certificato è verificabile in modo autonomo e indipendente dalla disponibilità dei sistemi dell’Organismo di Certificazione, protetto contro contraffazione mediante tecnologie crittografiche, e portabile in wallet digitali conformi agli standard europei.
La Prassi prevede inoltre la compatibilità opzionale con l’European Learning Model e con il portafoglio Europass, consentendo al titolare della certificazione di importare la propria credenziale nel profilo Europass e condividerla con datori di lavoro e istituzioni in tutta l’Unione Europea.
Accessibilità e bisogni speciali
Il sistema di certificazione deve prevedere misure di accesso e compensative specifiche per candidati con disabilità, DSA, maternità, gravi motivi di salute o altre fragilità documentate. Le misure possono includere estensione del tempo, strumenti di supporto come lettori vocali e ingranditori, svolgimento in date o modalità alternative, e la presenza di un facilitatore. Nessun prerequisito di accesso è previsto: l’esame è aperto a maggiorenni e minorenni, con autorizzazione genitoriale.
Viene inoltre eliminata la deroga per il ricongiungimento al genitore ultrasessantacinquenne, che nell’ipotesi di CCNI del 2025 era stata introdotta come novità. Un emendamento depositato prevede la possibilità di ripristinare questa deroga in sede di contrattazione sulle assegnazioni provvisorie, ma si tratta per ora di un’ipotesi legislativa.
Le altre deroghe restano confermate: docenti con disabilità personale o che assistono familiari con disabilità grave (L. 104/92), fruizione del congedo biennale per assistenza a disabile, coniuge o figlio di mutilato o invalido civile. Possono presentare domanda anche i soprannumerari, gli esuberi e i trasferiti d’ufficio o con domanda condizionata.
Perché riguarda tutti: cittadini, lavoratori PA e governance scolastica
L’impatto della Prassi non si limita al mondo della scuola, ma attraversa l’intero ecosistema delle competenze digitali in Italia e oltre.
Cittadini: La certificazione DigComp è aperta a tutti, senza prerequisiti formativi, titoli di studio o vincoli professionali. Chiunque — studente, disoccupato, lavoratore autonomo, pensionato — può certificare le proprie competenze digitali secondo uno standard riconosciuto in oltre 70 Paesi. La Prassi garantisce che questa certificazione abbia lo stesso valore indipendentemente dall’Organismo che la rilascia, dal territorio in cui viene sostenuta e dal contesto in cui viene presentata.
Lavoratori della Pubblica Amministrazione: La transizione digitale della PA richiede personale con competenze digitali certificate e verificabili. La Prassi offre alle amministrazioni pubbliche un quadro di riferimento chiaro per il riconoscimento delle certificazioni nei concorsi, nelle procedure di selezione e nei bandi pubblici. Non più criteri discrezionali, ma uno standard oggettivo basato su framework europei e norme internazionali.
Docenti ed educatori: Le certificazioni DigCompEdu sono utilizzate da centinaia di migliaia di insegnanti nell’ambito delle graduatorie ufficiali di reclutamento scolastico. L’aggiornamento delle graduatorie 2026-2028, con l’ordinanza firmata dal Ministro dell’Istruzione il 16 febbraio 2026, richiede per la prima volta esclusivamente schemi di certificazione accreditati da Accredia e conformi a DigComp 2.2 e DigCompEdu. La Prassi definisce il livello di qualità che queste certificazioni devono rispettare, garantendo che l’investimento in formazione e certificazione sia protetto da standard uniformi e verificabili.
Governance scolastica e amministrazioni: Dirigenti scolastici, amministrazioni e strutture VET dispongono per la prima volta di un framework affidabile per valutare, riconoscere e valorizzare le competenze digitali del personale e degli studenti. La Prassi consente di distinguere con certezza tra certificazioni conformi a requisiti rigorosi e offerte prive di garanzie adeguate, orientando le scelte istituzionali su basi trasparenti.
Nata in Italia, riconosciuta in oltre 70 Paesi
La portata della Prassi va ben oltre il confine nazionale. Grazie alla conformità alla norma ISO/IEC 17024 e agli accordi di mutuo riconoscimento multilaterale IAF/MLA, di cui Accredia è firmataria, le certificazioni rilasciate secondo questo standard sono riconoscibili in oltre 70 Paesi nel mondo.
Per la prima volta nella storia della certificazione delle competenze digitali, esiste un meccanismo di riconoscimento internazionale operativo — non dichiarato, non programmato, ma già funzionante — per le certificazioni basate sui framework europei DigComp e DigCompEdu.
Questo è un risultato che l’iniziativa EDSC della Commissione Europea aveva posto come obiettivo ma non è riuscita a raggiungere attraverso un approccio centralizzato. La Prassi UNI ci arriva dal basso, con una norma tecnica aperta che qualsiasi Organismo di Certificazione — in Italia o in qualsiasi altro Paese — può adottare volontariamente.
Il contesto europeo: dall’EDSC alla risposta dal basso
Nel 2024, il Joint Research Centre ha pubblicato lo studio di fattibilità sull’European Digital Skills Certificate, l’Azione 9 del Piano d’Azione per l’Educazione Digitale 2021-2027. L’obiettivo era ambizioso: creare un certificato europeo unico per le competenze digitali, riconosciuto in tutti gli Stati membri.
Lo studio ha concluso che i costi di implementazione di un quality label centralizzato avrebbero superato i benefici. La domanda da parte di datori di lavoro e istituzioni era limitata. La readiness degli Stati membri era disomogenea. Il progetto è stato sostanzialmente archiviato.
Ma il problema resta. I 27 schemi diversi continuano a coesistere. I cittadini che investono in una certificazione non hanno garanzie di interoperabilità. E l’obiettivo del Decennio Digitale — l’80% della popolazione adulta con competenze digitali di base entro il 2030 — richiede un sistema di certificazione credibile.
La Prassi di Riferimento UNI è la risposta a questo vuoto. Non un certificato unico imposto dall’alto, ma uno standard di qualità costruito dal basso, su framework europei, conforme a norme internazionali, adottabile volontariamente. Un modello che qualsiasi Stato membro può replicare attraverso il proprio ente di normazione nazionale.
Chi ha costruito la Prassi
Il tavolo tecnico, coordinato da UNI e avviato il 23 luglio 2025, ha coinvolto:
- IDCERT Srl Società Benefit — co-proponente, primo organismo di certificazione in Italia con schemi accreditati per DigComp 2.2 e DigCompEdu
- Fondazione Italia Digitale — co-proponente, il più grande hub italiano per la cultura e la comunicazione digitale
- Accredia — Ente unico nazionale di accreditamento
- Ministero dell’Istruzione e del Merito
- DINTEC — consorzio per l’innovazione tecnologica
- Unioncamere — Unione italiana delle Camere di commercio
- CISL Scuola — organizzazione sindacale del comparto istruzione
Questo allineamento multi-stakeholder è di per sé un risultato significativo: per la prima volta, tutti i soggetti rilevanti del sistema italiano di certificazione e istruzione hanno condiviso un framework comune di requisiti.
Le prossime tappe
La consultazione pubblica UNI si è chiusa il 24 marzo 2026. Il tavolo tecnico valuterà ora le osservazioni ricevute e procederà alla revisione finale del documento. La pubblicazione definitiva è prevista nel secondo trimestre 2026.
Una volta pubblicata, la Prassi avrà validità fino a 5 anni e potrà essere trasformata in norma UNI, consolidando ulteriormente il suo valore all’interno del sistema normativo nazionale e internazionale.
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