DigCompEdu, al via i lavori di aggiornamento: il framework europeo per i docenti sarà aggiornato in dodici mesi
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Redazione IDCERT
Sono partiti i lavori per la revisione di DigCompEdu, il quadro di riferimento per le competenze digitali degli educatori pubblicato dal Joint Research Centre nel 2017. L’annuncio è arrivato il 4 maggio 2026 sulla European School Education Platform: un gruppo di esperti europei, affiancato da un advisory board, lavorerà nei prossimi dodici mesi alla nuova versione. Il processo includerà workshop di consultazione e indagini rivolte a docenti, scuole e organizzazioni del settore.
Per il sistema italiano delle certificazioni si tratta di un passaggio rilevante. DigCompEdu è uno dei due pilastri europei – insieme a DigComp 2.2 – su cui poggia l’impianto degli schemi di certificazione accreditati secondo ISO/IEC 17024.
Un framework che ha quasi dieci anni
DigCompEdu nasce nel 2017 dal lavoro del Joint Research Centre di Siviglia. La sua architettura prevede sei aree di competenza – risorse digitali, didattica e apprendimento, valutazione, impegno professionale, sviluppo delle competenze degli studenti, alfabetizzazione digitale dei discenti – e sei livelli di padronanza, da A1 fino a C2. Una progressione che ricalca quella del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue, scelta che ha favorito la rapida adozione del framework da parte di governi, università, enti di formazione pubblici e privati.
Una caratteristica costante del framework è la sua indipendenza dagli strumenti. Il testo non descrive come usare un software specifico né suggerisce piattaforme: indica le competenze che un educatore deve sviluppare per impiegare le tecnologie in modo pedagogicamente fondato, qualunque sia la disciplina insegnata e qualunque sia il grado scolastico. Un approccio che il nuovo testo, secondo le indicazioni della Commissione, intende mantenere.
Perché aggiornarlo adesso
Il primo motore della revisione è l’intelligenza artificiale generativa. Quando DigCompEdu è stato pubblicato, ChatGPT era ancora a cinque anni di distanza. Oggi gli strumenti di IA generativa sono entrati nelle pratiche didattiche di milioni di insegnanti europei, e il framework dovrà offrire ai docenti coordinate aggiornate: non soltanto sull’uso, ma sulla valutazione dell’impatto dell’IA sull’apprendimento e sulla verificabilità dei contenuti.
Il secondo fronte è quello degli approcci pedagogici emersi durante la pandemia. La didattica blended e ibrida è diventata una componente strutturale dei percorsi formativi, e il nuovo testo integrerà queste modalità nel novero delle competenze richieste.
Un terzo capitolo riguarda il benessere digitale. La Commissione cita esplicitamente le tematiche legate alla salute mentale, alla sicurezza online e al tempo trascorso davanti agli schermi. Gli educatori sono chiamati a un ruolo di mediazione fra studenti e ambiente digitale, e il framework offrirà loro strumenti concettuali per esercitarlo.
Infine la disinformazione. L’alfabetizzazione critica – la capacità di valutare fonti, riconoscere manipolazioni, distinguere informazione e propaganda – entrerà fra le competenze professionali del docente.
L’allineamento con DigComp 3.0
C’è un ulteriore motivo, di natura sistemica. Lo scorso 27 novembre 2025 il Joint Research Centre ha pubblicato DigComp 3.0, l’aggiornamento del framework europeo per le competenze digitali del cittadino. La nuova versione mantiene la struttura a cinque aree e ventuno competenze, introduce oltre cinquecento risultati di apprendimento, una scala semplificata a quattro livelli e un’integrazione sistematica dell’intelligenza artificiale.
L’allineamento fra i due framework diventa così un passaggio necessario. DigComp descrive le competenze digitali di ogni cittadino europeo, DigCompEdu descrive quelle specifiche di chi insegna: i due testi devono parlare la stessa lingua per garantire coerenza nei curricoli, nei percorsi di formazione del personale scolastico e nelle certificazioni che a quei framework si ancorano.
Un metodo partecipato
La Commissione ha scelto un approccio aperto. Il processo prevede workshop di consultazione e indagini rivolte a un’ampia platea di stakeholder: insegnanti, formatori, dirigenti scolastici, enti di formazione, autorità nazionali. L’obiettivo dichiarato è ancorare il framework alle pratiche reali del mondo della scuola.
È un metodo che IDCERT conosce da vicino, avendo partecipato come contributore al processo di consultazione europea per DigComp 3.0 ed essendo stata presente al tavolo di lavoro per la traduzione italiana del framework.
Cosa significa per il sistema italiano
Quando la nuova versione di DigCompEdu sarà pronta – la Commissione indica un orizzonte di dodici mesi, orientativamente la primavera del 2027 – gli schemi di certificazione si adegueranno alle nuove indicazioni.
Su questo terreno IDCERT si presenta all’appuntamento con un risultato già consolidato: durante l’aggiornamento delle GPS 2026-2028, lo schema IDCERT DigCompEdu è stato il più scelto dagli educatori italiani. Un dato che testimonia la fiducia del mondo della scuola e che rende particolarmente atteso, per la nostra comunità di docenti certificati, il rilascio della nuova versione del framework. Seguiremo da vicino i lavori della Commissione europea nei prossimi dodici mesi e adegueremo lo schema di certificazione DigCompEdu non appena il nuovo testo sarà disponibile.
Per approfondimenti: European School Education Platform – Commissione europea, Update of the DigCompEdu framework underway, 4 maggio 2026.
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