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Competenze digitali: fino a 800 euro dalla Regione Calabria per la certificazione dei giovani
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Competenze digitali: fino a 800 euro dalla Regione Calabria per la certificazione dei giovani

Pubblicato l’avviso in pre-informazione sul portale Calabria Europa: un intervento del PR FESR-FSE+ 2021-2027 per rafforzare l’occupabilità attraverso certificazioni riconosciute
Competenze digitali: fino a 800 euro dalla Regione Calabria per la certificazione dei giovani

La transizione digitale non è più uno scenario futuro: è la cornice entro cui si muovono imprese, Pubblica Amministrazione e mercato del lavoro. In questo contesto, la certificazione delle competenze digitali diventa uno strumento strategico per rendere visibili e spendibili conoscenze che troppo spesso restano informali.

È in questa direzione che si inserisce l’avviso pubblicato dalla Regione Calabria, in fase di pre-informazione sul portale Calabria Europa, che prevede voucher fino a 800 euro destinati ai giovani disoccupati o inoccupati per conseguire una certificazione digitale.

L’intervento rientra nel Programma Regionale Calabria FESR-FSE+ 2021-2027, nell’ambito della Priorità dedicata all’occupazione giovanile, e punta a rafforzare il capitale umano regionale attraverso il riconoscimento formale delle competenze.

Un sostegno concreto per l’occupabilità

Il bando si rivolge ai giovani under 35, residenti o domiciliati in Calabria, in stato di disoccupazione o inoccupazione e presi in carico dal Centro per l’Impiego.

La misura non finanzia un generico corso di formazione, ma interviene su un passaggio decisivo: l’esame e il rilascio di certificazione. È un aspetto tutt’altro che secondario. Nel mercato del lavoro attuale, infatti, non è sufficiente dichiarare di possedere competenze digitali: occorre dimostrarle attraverso un sistema riconoscibile e verificabile.

Il contributo è concesso una sola volta, sotto forma di voucher, e copre:

  • fino a 400 euro per certificazioni di livello base o intermedio;
  • fino a 800 euro per certificazioni di livello avanzato o specialistico.

La dotazione iniziale è pari a un milione di euro e le domande saranno accolte in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse. È inoltre prevista la possibilità di richiedere il contributo anche per certificazioni già conseguite, purché conformi ai requisiti stabiliti dall’avviso.

Questa impostazione sposta il focus dal “percorso frequentato” alla competenza effettivamente dimostrata.

Perché la certificazione fa la differenza

Nel dibattito pubblico si tende spesso a sovrapporre attestati di frequenza e certificazioni. In realtà, si tratta di strumenti profondamente diversi.

Un attestato dimostra la partecipazione a un percorso formativo.
Una certificazione, invece, attesta il possesso di competenze attraverso una valutazione strutturata, basata su criteri definiti e verificabili.

Quando la certificazione è rilasciata nell’ambito del sistema nazionale di accreditamento, il suo valore è rafforzato dalla garanzia di imparzialità, competenza e controllo assicurata da Accredia, ente unico designato dallo Stato ai sensi del Regolamento (CE) n. 765/2008. Il Regolamento europeo qualifica l’accreditamento come lo strumento pubblico che attesta la competenza degli organismi di valutazione della conformità. Nel caso delle certificazioni di persone, questo significa che l’organismo certificatore deve operare secondo standard internazionali – come la norma ISO/IEC 17024 – garantendo indipendenza, tracciabilità e separazione tra formazione e verifica. Si tratta di un elemento particolarmente rilevante per chi partecipa a concorsi pubblici o procedure selettive nella Pubblica Amministrazione, dove la certificazione può costituire requisito di accesso o titolo valutabile e deve quindi poggiare su presupposti normativi solidi e verificabili.

Una misura coerente con le politiche europee

L’avviso regionale pubblicato dalla Regione Calabria, si inserisce in una traiettoria più ampia, coerente con le politiche europee in materia di competenze digitali. La Commissione Europea ha progressivamente definito framework di riferimento – come DigComp per i cittadini e DigCompEdu per gli educatori – con l’obiettivo di rendere le competenze digitali comparabili tra Stati membri, descrivibili secondo livelli di padronanza e allineate agli standard del mercato del lavoro.

L’iniziativa della Regione Calabria non è un intervento isolato, ma si inserisce in una strategia ampia che riconosce nelle competenze digitali un fattore abilitante per la crescita economica e l’inclusione sociale. L’Unione Europea ha più volte sottolineato come il deficit di competenze digitali rappresenti uno dei principali ostacoli alla competitività dei territori. 

Investire nella certificazione significa dunque agire su un doppio fronte: sostenere, da una parte, l’inserimento lavorativo dei giovani, e dall’altra, rafforzare l’attrattività e la capacità innovativa del sistema produttivo regionale.

In una fase in cui la digitalizzazione riguarda tanto il settore privato quanto la Pubblica Amministrazione, la disponibilità di competenze certificate diventa un elemento strutturale di sviluppo.

Il valore della certificazione e il nostro impegno

Iniziative come quella della Regione Calabria confermano un principio che, come IDCERT, sosteniamo da tempo: la competenza deve essere misurata secondo criteri oggettivi, validata e resa confrontabile secondo standard chiari.

  • l’applicazione di criteri di valutazione oggettivi e misurabili, fondati su standard chiari;
  • una netta separazione tra attività formativa e attività di verifica, a garanzia dell’indipendenza del giudizio;
  • la tracciabilità dell’intero iter valutativo, affinché ogni fase sia documentata e verificabile;
  • la garanzia di imparzialità e terzietà, elementi essenziali per assicurare credibilità al titolo rilasciato.

Operare nel perimetro del sistema di accreditamento significa assicurare che il titolo rilasciato non sia autoreferenziale, ma inserito in un quadro normativo riconosciuto a livello nazionale ed europeo. È questa la differenza tra un documento che attesta una partecipazione e una certificazione che attesta una competenza.

Una misura che rafforza la cultura della qualità

L’iniziativa della Regione Calabria non rappresenta soltanto un sostegno economico ai giovani. È un segnale di maturità del sistema: le politiche attive del lavoro iniziano a premiare la competenza certificata, non semplicemente dichiarata.

In un contesto in cui la digitalizzazione interessa tanto il settore privato quanto la Pubblica Amministrazione, la disponibilità di competenze certificate costituisce un elemento strutturale di sviluppo.

Il successo della misura non si misurerà soltanto nel numero di voucher erogati, ma nella capacità di consolidare una cultura della certificazione fondata su standard europei, accreditamento e qualità dei processi valutativi. In un mercato del lavoro sempre più orientato al digitale, il riconoscimento formale delle competenze non è un elemento accessorio: è una condizione per competere.


Per approfondimenti:

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